DEVOPS VS NOOPS

Con NoOps si fa un passo oltre nell’innovazione tecnologica legata al processo di software development. Ma è davvero la fine di DevOps?

Questa settimana abbiamo parlato del modello DevOps: che cos’è, quali innovazioni comporta, quali benefici porta alle aziende che lo adottano. Ma sono diverse le tematiche collegate al concetto DevOps e i nuovi approcci emergenti. Tra i temi “caldi” di cui si parla recentemente c’è anche il modello NoOps. Di cosa si tratta? Qual è la differenza con il metodo DevOps? Oggi risponderemo a questi quesiti, cercando di fare luce sul nuovo approccio NoOps.

Alcuni dicono che sia già arrivata la fine di DevOps, prima ancora che questo modello sia giunto alla maturazione e abbia avuto la possibilità di essere sperimentato in larga misura dalle aziende. Ma è davvero così? Cerchiamo innanzitutto di capire che cosa si intenda esattamente con il termine NoOps.

Cos’è il modello NoOps?

Come abbiamo visto negli scorsi post, l’intento principale del modello DevOps è quello di aumentare la rapidità e l’efficienza del processo di rilascio dei software attraverso la collaborazione tra il team di sviluppo e il team di operations (Dev+Ops).

L’approccio NoOps ha il medesimo obiettivo, ossia migliorare il deployment, ma intende farlo sollevando gli sviluppatori dalle questioni infrastrutturali ed evitando che perdano tempo prezioso nelle interazioni con i system administrator (No+Ops). Il modello presuppone l’uso di tecniche di Continuous Integration che consentano ai developers di concentrarsi solamente sullo sviluppo delle applicazioni. Con NoOps gli sviluppatori si focalizzano sulla scrittura del codice, effettuano le modifiche push e, attraverso un sistema di build apposito, viene prodotta automaticamente l’applicazione corrispondente, già pronta per l’esecuzione. In questo modo il team di development non ha più la necessità di comunicare con i system administrator e risparmia il tempo dedicato alle questioni relative all’infrastruttura. Possiamo dire che si tratta di un’ulteriore innovazione tecnologica che, grazie ad appropriati tools, permette di velocizzare maggiormente il processo di deployment, ancora di più rispetto al modello DevOps.

Come implementare l’approccio NoOps?

Sul mercato sono disponibili diverse soluzioni PaaS (Platform as a Service) che permettono di automatizzare il processo di deployment, dando la possibilità a sviluppatori senza alcuna competenza in campo operations di avviare le applicazioni autonomamente, senza dover richiedere l’aiuto dei sistemisti. Il team di operations infatti si limiterebbe alla preparazione delle infrastrutture, con l’obiettivo di fornire agli sviluppatori un ambiente già pronto per eseguire il deployment nel modo più rapido e semplice possibile. Le soluzioni PaaS sopra descritte forniscono un insieme di servizi per orchestrare e gestire l’esecuzione, scalando l’infrastruttura secondo le specifiche esigenze dell’applicazione. Inoltre, comprendono una larga serie di funzionalità, tra cui l’amministrazione delle risorse, la manutenzione dei server e dei sistemi operativi. Secondo il modello NoOps grazie all’utilizzo di queste piattaforme, i developers possono lavorare autonomamente e soprattutto fare a meno dei system administrator.

Non è tutto oro ciò che luccica.

Il modello sembra molto vantaggioso, tuttavia vi sono alcune problematiche emergenti.

  • E’ possibile eliminare totalmente la componente operations?
    Probabilmente no. La necessità di gestire le infrastrutture rimane, così come quella di gestire le informazioni su chi usa i sevizi e sui costi relativi. Senza contare che tutte queste responsabilità graverebbero sulle spalle dei soli sviluppatori.
  • Le aziende sono pronte per accogliere queste nuove modalità di sviluppo?
    Probabilmente neanche questo. Infatti, non tutte le applicazioni sono compatibili con le soluzioni PaaS di moderna generazione e il relativo passaggio ad una completa automazione potrebbe mettere in difficoltà molte aziende.

Per concludere possiamo dire che il modello NoOps riprende gli stessi principi e la stessa cultura di DevOps e, piuttosto che la sua fine, potrebbe essere considerato come una sua evoluzione: un nuovo modo di concepire il processo di sviluppo che porterà alcuni cambiamenti importanti, ma difficilmente riuscirà a svincolare del tutto il team di sviluppo da quello di operations.

 
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