Nello scorso post abbiamo introdotto il tema del Disaster Recovery, una soluzione fondamentale per proteggere i business da incidenti imprevedibili di varia natura, come disastri naturali, errori umani, disservizi, furti, attacchi hacker.

Oggi vedremo meglio come funziona nel concreto una soluzione di Disaster Recovery e che cosa si intende per RTO e RPO, due metriche molto importanti per garantire l’efficienza del servizio e il ripristino dei sistemi informativi aziendali.

Innanzitutto, come funziona una soluzione di Disaster Recovery?

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Le aziende, soprattutto chi lavora online (ma non solo!), custodiscono un tesoro preziosissimo: i dati. Una volta perse le informazioni, se le società non hanno la possibilità di recuperarle, corrono grossi rischi e potrebbero dover chiudere i battenti molto presto. Oltre alla perdita di dati, l’interruzione delle attività potrebbe causare gravi perdite di denaro e destabilizzare l’azienda agli occhi dei clienti. Immaginiamo un sito e-commerce: cosa succederebbe se il portale non fosse disponibile in rete per un certo periodo di tempo? Gli utenti abbandonerebbero lo shop e, a meno che non siano clienti molto fidelizzati, è difficile che vi ritornino per effettuare degli acquisti. Pertanto, oltre all’impatto sulle revenue vi sono conseguenze negative a lungo termine.

Per ovviare a queste prolematiche si può implementare una soluzione di Disaster Recovery, personalizzata sulle esigenze della singola azienda e che preveda specifici RPO e RTO, di cui parleremo tra qualche riga.

Implementare un Disaster Recovery significa eseguire una replica di sistemi e dati aziendali su un altro sito, in poche parole “copiare” il proprio sistema informativo su un’altra macchina, fisica o virtuale, che interverrà nel caso di un eventuale disastro, garantendo la continuità delle attività operative e il ripristino di sistemi, dati e applicazioni.

Una delle personalizzazioni basilari del Disaster Recovery è la definizione di precisi RPO e RTO. Come accennato sopra, si tratta di due metriche essenziali per la buona riuscita del DR e l’incompletezza di questi parametri potrebbe estendere l’impatto del disastro. Una volta definite queste metriche, si potrà scegliere la soluzione di Disaster Recovery più adatta per ripristinare i sistemi aziendali in caso di emergenza.

  • RPO (Recovery Point Objective): quanti dati posso permettermi di perdere?
    RPO è la metrica che indica il tempo trascorso dall’ultima replica fino all’accadere del disastro. Ovviamente è legato alla frequenza di replica dei sistemi, più è frequente meno sarà l’eventuale perdita massima di dati.
  • RTO (Recovery Time Objective): quanto tempo per tornare operativi?
    Il concetto di RTO invece si riferisce al tempo che intercorre tra il disastro e il completo ripristino dei sistemi. Ad esempio, se non posso permettermi neanche un minuto di disservizio, il mio RTO sarà zero.

A seconda del valore che viene attribuito a questi parametri si sceglierà una soluzione di Disaster Recovery diversa, in modo da rispettare le tempistiche e gli obiettivi definiti nel piano di azione.

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