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Nello scorso post abbiamo parlato del Time To First Byte (TTFB), ossia di quel parametro che serve per misurare la reattività di un web server. In poche parole, il TTFB è il tempo che trascorre tra la richiesta HTTP del client e la ricezione del primo byte della pagina web.

Si tratta di una misura critica per qualsiasi sito web in quanto influisce sul posizionamento e sull’usabilità, ed è quindi molto importante che il valore del TTFB sia il più basso possibile. Nell’articolo di oggi parleremo proprio di questo, e vi daremo alcuni consigli per ottimizzare il Time To First Byte. Di seguito trovate 6 tips che contribuiscono a velocizzare il web server e ad ottenere un valore di TTFB migliore.

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6 modi per migliorare il TTFB:

1. Usare una Content Delivery Network
Una Content Delivery Network (CDN) è una rete di server distribuiti geograficamente che consentono agli utenti di scaricare i dati dei siti web che stanno visitando dal nodo di rete più vicino. In questo modo il sito sarà molto più veloce sia nel caricamento che nel download di contenuti e la navigazione ne risentirà in modo positivo. L’utilizzo di una CDN però non è necessario per tutti i siti web, è quindi opportuno comprendere quando serve attivare un servizio di questo tipo o meno. Il leader del mercato CDN è Akamai.

2. Ottimizzare l’Application Code
Il codice applicativo è una parte fondamentale nell’ottimizzazione di un sito web. Diverse azioni contribuiscono a velocizzare il TTFB per quanto riguarda l’application code, come ad esempio l’uso di un load balancer e di una cache per i contenuti statici e dinamici, l’aggiornamento del software installato sul web server, l’utilizzo di un Reverse Proxy Server per accelerare e mettere in sicurezza le applicazioni. Inoltre è utile comprimere i dati ed implementare HTTP/2, oltre che monitorare le performance del web server e le attività live per individuare eventuali colli di bottiglia.

3. Ottimizzare le query al database
Per ottimizzare le query al database bisogna innanzitutto creare correttamente un indice e richiedere solo i dati strettamente necessari. Inoltre è utile evitare funzioni per il WHERE, in modo da non dover leggere tutto il database per rispondere a una query ed evitare anche le subquery correlate, poichè dipendono da altre query e rallentano il processo.

4. Ridurre le chiamate HTTP
Per ridurre le chiamate HTTP è necessario controllare quante chiamate effettua il sito web e rimuovere le immagini che non sono necessarie. Una volta fatto questo, si procede riducendo le dimensioni delle immagini rimaste e analizzando quali altri fattori potrebbero impattare sulla velocità di caricamento. Altre azioni utili all’ottimizzazione del TTFB sono richiamare il JavaScript in modo asincrono e combinare i file CSS insieme.

5. Garantire una risposta più rapida del server
Anche in questo caso è importante intervenire sui file CSS e JavaScript e combinare quelli esterni. Utilizzare l’inline di piccole stringhe di CSS o Java, ossia l’inserimento di piccole parti del codice direttamente nell’html, è sempre preferibile rispetto all’importazione di file esterni. E’ anche importante differire il caricamento delle immagini, in quanto aiuta a salvare banda e a ridurre i tempi di caricamento.

6. Usare un metodo di caching Respond First, Process Later (RFPL)
Si tratta di un metodo di caching che funziona in questo modo: il server riceve una richiesta ed invia la risposta precedentemente messa in cache; intanto continua a processare la richiesta attuale ed infine salva il risultato del processo in cache.

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